Gesù - Chiesa Evangelica Battista - Il faro della speranza

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Gesù

 
Gesù è un uomo che nasce a Betlemme, in Giudea, in una famiglia di artigiani ebrei: Maria era probabilmente una casalinga e Giuseppe un  falegname. Non sappiamo quasi nulla dei primi 30 anni della vita di Gesù, e non possiamo saperne nulla. A circa 30 anni aderisce a un gruppo religioso di minoranza, guidato da suo cugino Giovanni, chiamato "il Battista" perchè battezzava  quelli che volevano far parte del suo gruppo. (1)
     Poi Gesù raccoglie attorno a sè un piccolo gruppo di persone e va in giro per le città e per i villaggi della Galilea e della Giudea parlando di Dio sulle piazze e nelle case. Guarisce i malati, e in alcuni casi fa in modo che la gente, che li considerava non solo malati ma anche maledetti da Dio (per esempio i lebbrosi e gli"indemoniati"), li riaccolga nella società. Dà da mangiare a persone affamate. In qualche caso fa perfino tornatre in vita i morti. Però non fa tuttte queste cose per mettersi in mostra; anzi, appena sente odore di applausi fugge e si nasconde.
     Fa tutte queste cose per far capire che Dio ci vuole bene: non ci manda addosso malattie e sofferenze, anzi ce ne libera. Quando insegna, dice addirittura che un giorno malattie e sofferenze non ci saranno più, e non ci saranno più nemmeno ingiustizie, guerre e prepotenze. Dice che Dio fa venire quel giorno.
     Ha una buona parola per tutti. Non si rifiuta di parlare con le donne. Non si rifiuta di parlare con le donne (alle quali nessuno rivolge la parola perchè il loro compito è solo quello di tenere la casa e crescere i figli), e si intrattiene con i bambini (ai quali la gente non dà importanza e non presta ascolto).
     Non risparmia criiche, invece, alle persone importanti: specialmente ai sacerdoti e atutti quelli che si atteggiano a maestri. Li considera ipocriti e gielo dice in faccia. Pensa che essi non si preoccupano di far capire alla gente che Dio è il padre di tutti, anzi si preoccupano di far capire meno cose possibili, nascodendo Dio nei riti e nelle cerimonie del tempio, così da poter accrescere il proprio potere sulle persone tenute nell'ignoranza.
     Spiega che per piacere a Dio non c'è bisogno di sacerdoti, nè di sacrifici, e nemmeno di cattedrali. Basta accettare il suo amore e dagli ascolto.
Per queste cose, i capi del popolo lo odiano sempre di più. Decidono di farlo morire. Lo denunziano alle autorità romane (la Palestina è provincia romana) come uno che vuol diventare re e spodestare l'imperatore.  
     Così Gesù è processato come rivoluzionario, condannato a morte e ucciso. Ma poco dopo la sua morte, quelli che erano stati con lui lo incontrano, vivo. Ha ancora sul corpo i segni delle torture e della morte, però è vivo: parla con loro e mangia con loro. Dice loro di raccontare in tutto il mondo le cose che ha fatto e ha detto. Promette di rimanere sempre con loro, dovunque vadano a parlare di lui, e di stare anche vicino a tutti quelli che ascolteranno.
     A un bel momento però non lo vedono più. Eppure sanno che Gesù è con loro. E noi sappiamo che è con noi. Non importa se non riusciamo a vederlo e a toccarlo. Però ha detto che se noi ci occupiamo dei poveri, dei deboli, degli sfruttati, e ci facciamo loro fratelli, è come se vedessimo e toccassimo lui stesso.

(1) Battezzare deriva dal greco (βάπτισμα, βαπτίζειν),"immergere nell'acqua". I seguaci di Giovanni si immergevano nel fiume Giordano per essere lavati anche dentro, cioè liberarsi   dai loro peccati e potersi presentare a Dio

  

" Rivista trimestrale S.I.E. - Che cosa crediamo? - Identità protestante "  
 

 
 
 
 
 
 
 
 
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